I servizi sociali tornano nel cuore dei vicoli: nuova sede nell’ex scuola Garaventa

Aperto in via San Giorgio 1 il presidio territoriale del Centro Est. Seguirà anziani, minori, persone con disabilità e famiglie, offrendo ascolto, orientamento e percorsi personalizzati vicino ai luoghi della vita quotidiana

I servizi sociali del Centro Est tornano nel cuore del centro storico. È stata inaugurata questa mattina, lunedì 1° settembre, la nuova sede di via San Giorgio 1, ricavata negli spazi dell’ex scuola Garaventa.

Dopo una lunga assenza, l’ufficio di zona rientra così nella parte più antica della città e diventa il punto di riferimento territoriale per persone anziane, minori, cittadini con disabilità e famiglie in difficoltà. L’obiettivo è rendere più semplice l’accesso all’assistenza e garantire una presenza pubblica riconoscibile e radicata nel quartiere.

Nella nuova sede sarà possibile ricevere informazioni, orientamento e supporto da parte di assistenti sociali e operatori qualificati. Ogni situazione potrà essere valutata attraverso risposte personalizzate, interventi di sostegno e percorsi finalizzati al recupero dell’autonomia.
Il lavoro non rimarrà confinato agli uffici. Le équipe multidisciplinari collaboreranno con scuole, strutture sanitarie, enti del Terzo settore, associazioni, parrocchie e altre realtà attive nel centro storico, così da riconoscere più rapidamente le situazioni di fragilità e costruire interventi coordinati.
Il presidio si inserisce in un municipio nel quale abitano circa 90 mila persone. Il 62 per cento della popolazione è composto da adulti, il 24 per cento da anziani e il restante 14 per cento da minori.
I numeri relativi al 2025 mostrano la dimensione dell’attività svolta. Lo sportello di accesso del Centro Est ha ricevuto 416 nuclei familiari, fornendo informazioni, consulenza e accompagnamento verso le misure di sostegno disponibili.
Gli interventi socioeducativi hanno interessato 622 minori e le rispettive famiglie. Il Centro servizi famiglie ha raggiunto complessivamente 963 bambini, ragazzi e componenti dei nuclei familiari attraverso prestazioni attivate dagli operatori e iniziative di prossimità alle quali è possibile accedere spontaneamente.
Sul fronte della popolazione anziana, 582 persone sono state prese in carico con interventi professionali, assistenza domiciliare o soluzioni alternative all’abitare autonomo.
Altre 489 persone sono state accompagnate attraverso progetti individuali legati all’assegno di inclusione e all’abitare sociale. A queste si aggiungono circa 740 beneficiari dell’assegno di inclusione coinvolti in attività di orientamento, verifica e accompagnamento.
I servizi territoriali del Centro Est partecipano inoltre al Patto di comunità del Centro Storico, coordinando l’azione delle strutture sociali ed educative con quella delle associazioni e degli altri soggetti presenti nei quartieri. La sede di via San Giorgio sarà quindi non soltanto un ufficio al quale rivolgersi nei momenti di difficoltà, ma anche uno spazio nel quale costruire relazioni e risposte condivise.
Per la sindaca Silvia Salis, la collocazione di un servizio vicino alle abitazioni consente alle persone di sentirsi ascoltate e accompagnate con maggiore continuità. Il ritorno in via San Giorgio, sottolinea, restituisce al centro storico un presidio capace di conoscere dall’interno i problemi del territorio.
«In un quartiere complesso e ricco di relazioni, la vicinanza permette di intercettare i bisogni, intervenire e prevenire», afferma Silvia Salis. La nuova sede, aggiunge, dovrà contribuire a contrastare l’isolamento e ad aiutare i cittadini nella costruzione di percorsi di autonomia.
L’assessora comunale al Welfare Cristina Lodi attribuisce all’apertura un significato che supera quello organizzativo. Riportare gli operatori nei luoghi nei quali le persone vivono, lavorano e crescono i propri figli rappresenta, spiega, una precisa scelta dell’Amministrazione.
«Non è soltanto l’apertura di una sede», osserva Cristina Lodi, che indica come priorità un welfare meno burocratico e più presente, capace di sostenere dignità, autonomia e partecipazione.
L’intervento permette contemporaneamente di restituire una funzione concreta a una parte del patrimonio comunale. Secondo l’assessore al Patrimonio Davide Patrone, il recupero dell’ex scuola Garaventa dimostra come la rigenerazione degli immobili pubblici possa accompagnare il rilancio del centro storico.
La presenza di servizi e funzioni istituzionali può generare passaggio, relazioni e nuove opportunità, contribuendo a migliorare la qualità della vita del quartiere. Patrimonio e politiche sociali, nella visione dell’Amministrazione, diventano così due strumenti collegati per rafforzare la coesione della comunità.
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